UN ALTRO PAESE EUROPEO VIRA A DESTRA, MA PER UNA VOLTA LA COLPA NON E' DEI SOCIALDEMOCRATICI
«L’Austria vira a destra»: è questo il commento unanime della stampa occidentale alla vittoria del Partito Popolare Austriaco (Övp) alle elezioni per il Consiglio nazionale, il ramo del Parlamento austriaco eletto direttamente dalla popolazione.
E’ vero, indubbiamente tutte le forze di destra aumentano sia in termini di percentuali, sia in numero di nominati; nessuno però analizza i flussi dei voti, che in questo caso sono visibili ad occhio nudo: a subire un tracollo sono stati i Verdi.
I Grünen sono passati dal 12,4 per cento del 2013 al 3,8 per cento di domenica quindici ottobre 2017, scendendo da ventiquattro eletti a zero tituli – anche lì vige lo sbarramento, al quattro per cento – a tutto vantaggio delle varie formazioni più o meno di destra.
Di contro il Partito Socialdemocratico Austriaco (Spö), che nel 2013 era accreditato del 26,8 per cento, oggi raccoglie il 26,9 per cento, confermando il numero di cinquantadue rapresentanti - su 183 - che aveva nella scorsa assemblea.
In queste condizioni, a chi scrive pare eccessivo il catastrofismo che accompagna i commenti dei politologi maggiormente accreditati presso i grandi mezzi di comunicazione italiani e non solo: assolutamente ridicolo è quello di Alev Korun, ex parlamentare dei Verdi, che compare a pagina sei dell’edizione del Manifesto di martedì diciassette ottobre, all’interno di un’intervista firmata Angela Mayr.
Secondo costui l’esplosione della destra sarebbe dovuta al fatto che la Spö l’avrebbe costantemente rincorsa sul suo terreno: non lo scalfisce neppure il dubbio che la vera causa possa essere la totale perdita di credibilità di un soggetto ecologista che, forse anche a causa dei pesanti addii subiti negli ultimi tempi, è diventato del tutto ininfluente.
Bosio (Al), 18 ottobre 2017
Stefano Ghio - Proletari Comunisti Alessandria/Genova
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